L’attacco a muro per lo scarico degli elettrodomestici è di tipo speciale ed essendo fornito di un’ampia piastra cromata, copre eventuali scheggiature delle piastrelle; la tubazione incassata nel muro deve avere un diametro di 30-40mm.
In assenza di attacco a muro si utilizzano gomme di scarico sagomate a gomito nella parte terminale, che vanno agganciate al bordo dell’apparecchio sanitario (lavabo,bidet,ecc.) più vicino.
Tra il rubinetto di alimentazione e la ghiera del tubo di carico dell’acqua, bisogna interporre una guarnizione di gomma che garantisca la perfetta tenuta della giunzione, la ghiera in plastica va serrata a mano.
I tubi flessibili di alimentazione sono disponibili in diverse lunghezze e con attacco diritto o angolato (a pipa), la scelta dipende dallo spazio disponibile sul retro della lavatrice e dalla distanza della presa d’acqua.
L’acqua più calda tende ad accumularsi nella parte alta del boiler e, per questo motivo, il tubo di uscita pesca nella zona superiore; l’acqua prelevata viene subito rimpiazzata da altra, ovviamente fredda, che sale dal tubo di alimentazione e che viene riscaldata dalla resistenza elettrica.
Il collegamento tra il boiler e gli attacchi a parete avviene con un conduttore in ottone cromato o in gomma rivestita con treccia d’acciaio. E’ opportuno un rubinetto di intercettazione sulla mandata.
La valvola di non ritorno impedisce lo svuotamento del boiler quando viene a mancare l’acqua nella rete idrica, è una componente essenziale per il funzionamento dell’impianto.
L’asciuga salviette funziona in modo analogo ad un termosifone ma il corpo radiante è studiato in modo da accogliere asciugamani o biancheria, i modelli migliori vanno collegati all’impianto di riscaldamento, ma sono anche dotati di resistenza elettrica.
Le versioni a solo funzionamento elettrico offrono i loro servigi 12 mesi all’anno, ma comportano ovviamente un certo consumo di energia: vanno accesi solo quando serve.
Se alimentati dall’acqua che circola nell’impianto di riscaldamento, sono efficacissimi nella cattiva stagione, ma diventano un arredo ad impianto spento.
Negli scalda acqua a gas la quantità di combustibile viene regolata da una valvola che “sente” il prelievo d’acqua calda, più si apre il rubinetto più la fiamma diventa intensa per fornire le calorie necessarie, alcuni modelli hanno la fiammella “pilota”, altri adottano l’accensione elettronica.
Tutti i locali in cui sia installato un apparecchio riscaldatore a gas devono essere forniti di presa d’aria comunicante con l’esterno, in modo da garantire la giusta quantità di ossigeno all’ambiente, un’avvertenza da non sottovalutare.
La grande diffusione del gas metano come combustibile si spiega con numerose buone ragioni, minor inquinamento rispetto al gasolio, maggior facilità di alimentazione per impianti autonomi (più graditi rispetto a quelli centralizzati, con una sola caldaia per tutto il condominio), possibilità far funzionare anche il fornello della cucina, convenienza economica.
Gli apparecchi a gas, siano essi caldaie murali con produzione d’acqua calda ad uso sanitario o semplici scalda acqua, richiedono però un’attenta manutenzione periodica che, per ovvi motivi di sicurezza, va effettuata a cura di personale specializzato.
Lo schema di distribuzione del gas (in questo caso GPL) evidenzia la valvola di sfiato del serbatoio (1), il riduttore di pressione (2), il rubinetto di intercettazione generale (3), e tante valvole d’intercettazione quanti sono gli utilizzatori (4-5).
Possono essere
- modulanti: si autoregolano in base ai bisogni e alla temperatura desiderata ed evitano lo spegnimento dello scaldabagno.
- turbo: favoriscono il risparmio di gas poiché non hanno dispersioni di calore sfruttando al massimo il loro rendimento.
- ad accensione elettronica: non hanno la fiammella sempre accesa, ma si attivano all’apertura dell’acqua calda.