La superficie dello scatolato e del profilato è quasi sempre intrisa di olio e di sporcizia, per cui va pulita con cura servendosi di uno straccio imbevuto di benzina o di solvente, il lavoro risulta più agevole se si interviene direttamente sulle verghe o sui pezzi tagliati prima dell’assemblaggio.
Le croste superficiali lasciate dalla lavorazione a caldo vanno eliminate col raschietto o, se molto evidenti, con la smerigliatrice. Bisogna invece rimuovere con l’apposita martellina o con uno scalpello la scoria depositata dall’elettrodo durante la saldatura ad arco, senza trascurare le zone poco accessibili.
Per la preparazione del fondo sono di norma sufficienti due passate con antiruggine a base di piombo, ma esistono anche prodotti a base di zinco o di sali di cromo, adatti per realizzare una protezione particolarmente efficace.
Per la fase di finitura sono disponibili diversi tipi di smalto, alcuni adatti all’interno ed altri all’esterno perchè più ricchi di resina. Sul ferro trattato con antiruggine si possono usare anche gli smalti acrilici ad acqua.
Raschietto e spazzola metallica sono indispensabili per rimuovere la ruggine e la pittura non più aderente. Nei casi più difficili si può intervenire con una spazzola rotativa montata sul trapano o sulla smerigliatrice.
Asportando la polvere con uno straccio si individuano le zone in cui conviene insistere, usando magari della tela smeriglio. La superficie va poi lavata con uno straccio imbevuto di solvente e lasciata asciugare per bene.
Per proteggere il ferro già ossidato, ma anche per prevenire l’ossidazione di quello nuovo conviene usare un buon convertitore di ruggine, che si stende a pennello e che trasforma la ruggine in una sostanza inerte.
Utilizzando uno smalto in gel dell’ultima generazione si eliminano tutte le fasi precedenti perchè il prodotto, che va agitato prima dell’uso, svolge nello stesso tempo la funzione del convertitore, dell’antiruggine e dello smalto di finitura.
1. Angoli interni. Tutte le zone in cui si possono verificare dei ristagni d’acqua vanno trattate con particolare cura, facendo penetrare il convertitore all’interno delle fessure e sigillando con abbondante smalto.
2. Spigoli vivi. Offrono una scarsa superficie di appoggio allo smalto e alle setole del pennello depositano un film protettivo troppo sottile: meglio ripassare più volte in ogni fase del trattamento.
3. Scatolati. Sono vuoti all’interno, dove non è possibile intervenire, per cui possono facilmente deteriorarsi se l’umidità si infiltra nelle cavità: è quindi necessario che le saldature siano continue e che lo smalto chiuda ogni soffiatura.
4. Saldature. In queste zone il metallo è degradato a causa del calore prodotto dall’elettrodo ed è più soggetto ad ossidarsi, per cui è opportuno stendere più mani di antiruggine.
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Ecco la lista di prodotti che hai bisogno per realizzare questo progetto!
Si dividono in:
- smalti antiruggini per superfici ferrose e arrugginite
- smalti antichizzati: per decorare il ferro, danno un effetto metallizzato sono impermeabili all’acqua. Non si opacizzano se esposti al sole. Sono pronti all’uso.