I reggimensola ad angolo o a L devono avere dimensioni compatibili con il ripiano da sostenere e vanno sistemati ad una distanza tanto minore quanto maggiore è il carico previsto. Esistono versioni più o meno robuste e più o meno eleganti, da scegliere in funzione del tipo di utilizzo.
Nelle versioni più economiche, in lamiera stampata, le viti di fissaggio alla parete rimangono a vista mentre in quelle più raffinate, destinate soprattutto all’arredamento di interni, la struttura portante (in acciaio tropicalizzato o in nylon rinforzato con fibre di vetro) viene poi ricoperta da una finitura in plastica.
Quest’ultima, che entra a pressione nella sua sede, è disponibile in diversi colori proprio per intonarsi all’ambiente in cui viene inserito.
I tasselli di ancoraggio vanno scelti in funzione del tipo di parete.
I fori presenti nel reggimensola metallico sono di solito asolati per permettere piccole correzioni in senso verticale e trasversale in fase di montaggio, garantendo così un allineamento perfetto.
Il ripiano va appoggiato al reggimensola già fissato a parete, per individuare con precisione la posizione delle viti che uniscono i due elementi della struttura e per praticare gli eventuali fori ciechi di avvio.
Pur fornendo ottime prestazioni in fatto di robustezza, permettono ai ripiani di assumere due posizioni: verticale in fase di riposo, orizzontale in caso di utilizzo.
Adatti a risolvere situazioni particolari ed a garantire un ottimale utilizzo degli spazi, non presentano difficoltà di montaggio aggiuntive, si tratta soltanto di curare l’orizzontalità del ripiano e di utilizzare i tasselli adatti (spesso già compresi nella confezione).
Il braccio pieghevole si avvale di una speciale articolazione che garantisce un solido appoggio in posizione di apertura.
Completamente invisibili ad installazione avvenuta, sono composti da un’asta esagonale disponibile in varie misure e da un robusto tassello ad espansione. La parte metallica entra in fori predisposti sul retro del ripiano e sorregge a sbalzo tutto l’insieme, per cui bisogna valutare attentamente sia la consistenza della parete sia la portata massima prevista.
Per ripiani molto lunghi o soggetti ad un peso notevole si può comunque aumentare il numero di tasselli reggimensola, praticando i fori necessari nella costa del ripiano.
Oltre ad essere allineati su una traccia orizzontale, i fori devono essere perpendicolari alla parete. Infatti, le aste a sezione esagonale che fuoriescono dal muro risultano parallele ed in bolla. Un supporto verticale per trapano rende più facile la foratura.
Ruotando l’asta esagonale con una chiave fissa, regolabile o a stella si provoca l’espansione del tassello, in una prima fase, e soprattutto sulle pareti di laterizio forato, il serraggio deve essere moderato.
Simulando il montaggio del ripiano si controlla il corretto posizionamento dei tasselli reggimensola che, non essendo bloccati a fondo, possono ancora sopportare correzioni di modesta entità prima del serraggio definitivo. Per carichi pesanti si possono orientare i reggimensola con una leggera inclinazione verso l’alto, in modo da tener conto di eventuali cedimenti.
Quando servono ripiani sistemati ad altezza regolabile e facilmente riposizionabili in funzione del tipo di carico, si adottano montanti a cremagliera, fissati in verticale e a coppie parallele alla parete. I montanti sorreggono a loro volta le mensole vere e proprie, normalmente di forma triangolare e dotate nella parte posteriore di solidi ganci di ancoraggio, disponibili in una vasta gamma di esecuzione e di colorazioni.
I reggimensola si inseriscono nella cremagliera e vi rimangono bloccati grazie al carico che devono sostenere.
Il ripiano, che di norma deve avere i lati lunghi paralleli, si ricava da una tavola di legno o da un pannello con un preciso taglio di sega circolare, portatile o da banco, facendo sempre uso della guida parallela (in alternativa, si può ricorrere al taglio su misura in un centro specializzato).
I pannelli di truciolato bilaminato vanno poi rifiniti sulle coste lasciate scoperte dal taglio con bordino termoadesivo, da applicare col ferro da stiro o col termosoffiatore.
I reggimensola già fissati alla parete permettono di determinare con precisione la posizione delle viti che fanno presa nella faccia inferiore del ripiano e, quindi, di praticare gli opportuni fori di avvio.
Per rendere solidali reggimensola e ripiano, bisogna adottare viti che garantiscano la necessaria tenuta (e quindi di diametro relativamente elevato) ma che non fuoriescano dalla faccia superiore del ripiano stesso.
Come alternativa all’autocostruzione, che comporta comunque l’utilizzo di tavole o pannelli di buono spessore (20-30 mm almeno), si può ricorrere ai ripiani che si trovano comunemente in commercio come prodotti già finiti e pronti per l’installazione. I materiali più economici e diffusi sono, in questo caso, il truciolato bilaminato e l’MDF laccato disponibili, a seconda delle dimensioni, con spessore 15 o 8 mm.
Più prestigiosi e costosi sono i piani in legno, di solito formati da più listelli incollati di costa e, spesso, anche di testa. Alcune versioni presentano i lati squadrati e gli spigoli vivi o appena addolciti, altre sono stondate sul davanti, sui tre lati a vista o, più raramente, su tutto il perimetro. Lo spessore raggiunge i 28 mm circa ed esiste una discreta gamma di essenze (abete, pino, bahia, Sunkay, ecc.) e di finiture (laccato, mordenzato scuro con verniciatura trasparente, ecc.).
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Ecco la lista di prodotti che hai bisogno per realizzare questo progetto!
A seconda delle loro dimensioni e peso si determina il numero dei supporti necessari.
Vanno fissate a parete con degli appositi supporti che possono essere “a scomparsa” , o a vista, o pieghevoli.