Utilizzare i chiodi
Smussare la punta del chiodo
Tutti i segreti per usarli correttamente
Quando si lavora su legni molto teneri bisogna evitare di tranciare le fibre con una punta troppo acuminata: basta un deciso colpo di martello per smussarla ed arrotondarla.
Controllo gambe della cambretta
Prima di piantare una cambretta bisogna accertarsi che le due gambe siano parallele, in modo che non possano allargarsi sotto l’effetto delle martellate penetrando di traverso e riducendo la presa.
Come piantare chiodo
Il chiodo garantisce il massimo di tenuta quando viene piantato quasi perpendicolare alle fibre del legno: da evitare, se possibile, le inchiodature “di testa” (chiodo parallelo alle fibre).
Chiodi trasversali
I chiodi infissi di traverso o, come si dice comunemente, alla traditora, realizzano giunzioni altrimenti impossibili: nelle giunzioni a “T” è sempre meglio prevedere più chiodi con inclinazione convergente.
Gruppini di acciaio
I gruppini di acciaio senza testa (o spilli da tappezziere) si piantano fino a che hanno fatto presa e si spezzano alla lunghezza voluta con una martellata di traverso.
Estrarre un chiodo
Per estrarre un chiodo senza rovinare la superficie del legno basta appoggiare la ganascia della tenaglia su una sottile tavoletta che, tra l’altro, aumenta la leva utile e diminuisce lo sforzo dell’operatore.
Occhio alla testa del chiodo!
Quando si lavora bisogna tenere sempre gli occhi ben fissi sulla testa del chiodo; questo semplice accorgimento garantisce una mira precisa e preserva l’integrità delle dita.
Serraggio del chiodo
Se il chiodo è molto piccolo può essere pericoloso tentare di trattenerlo con le dita: meglio usare una pinzetta o una striscia di cartoncino, da strappar via prima di completare l’operazione.
Martello
L'importanza del martello

Il peso del martello deve essere proporzionato alle dimensioni del chiodo, ma tenendo conto della durezza del materiale su cui si lavora: i materiali compatti richiedono martelli pesanti. La forma e il peso del martello cambiano a seconda dell’uso a cui serve; esiste quello da falegname, da carpentiere, da muratore, da tappezziere, ecc.

Il martello va afferrato all’estremità inferiore dell’impugnatura, lavorando più di polso che di braccio per mantenere la giusta traiettoria.

La testa del martello dev'essere piana

Per fare buona presa sul chiodo, senza scivolare di lato, la testa del martello deve essere piana e pulita: basta strofinarla di tanto in tanto su un pezzo di carta vetrata.

Guidachiodi
Gli attrezzi speciali
Il guidachiodi è dotato di una comoda impugnatura e di una testa cava e retrattile che accoglie il chiodo: spingendo con la mano l’attrezzo, il chiodo penetra nel legno e può essere eventualmente conficcato a filo piano col martello; alcune versioni inglobano nell’impugnatura una testa metallica che funziona anche da martello.
Cacciachiodi
Simile ad un bulino ma con testa piatta, il cacciachiodi è utilissimo per affogare a filo piano i gruppini che vanno poi completamente nascosti da un’accurata stuccatura. L’attrezzo assomiglia al cacciaspine usato in meccanica (appunto per estrarre le spine elastiche dal loro alloggiamento) e può essere costruito con facilità con uno spezzone di tondino.
Tipi di chiodi
Conoscerli per nome
1. Bullette a testa sfaccettata, con gambo corto e sottile; si usano quasi esclusivamente per fissare il rivestimento in stoffa a poltrone, divani, ecc.; sono disponibili in diverse esecuzioni (ottonate, antichizzate, ecc.).
 
2. Chiodi con gambo a sezione quadrata, forgiati a mano; caduti praticamente in disuso, hanno dato il nome a tutta la categoria e, un tempo, venivano usati sia in falegnameria (portoni, ecc.) sia in lavori di carpenteria (giunzione di travi, ecc.).
 
3. Bullette a testa liscia, molto usate nei lavori di tappezzeria in stoffa e disponibili con diverse esecuzioni e vari gradi di finitura; le versioni più comuni sono ottonate o antichizzate.
 
4.Gruppini, detti anche punte di parigi, si distinguono per la testa appena accennata e di forma conica, adatta quindi ad essere annegata a filo piano e nascosta con un sottile strato di stucco; le versioni più corte misurano 10 mm circa.
 
5.Gruppini in acciaio, da usare su legni duri o materiali molto compatti (ad esempio MDF); le versioni più comuni hanno un diametro variabile da 1,2 a 1,5 mm ed una lunghezza da 20 a 40 mm.
 
6. Punte da muro in acciaio, particolarmente indicate per il fissaggio a parete di zoccolino battiscopa e per sostenere le attaccaglie dei quadri. Le versioni più grandi e robuste penetrano senza eccessiva difficoltà nel cemento e si usano in edilizia per chiodare tavole, listelli fermategole, ecc.
 
7.Chiodi in ferro per lavori di falegnameria, disponibili con lunghezza fino a 60 mm; il gambo, relativamente sottile, tende a piegarsi se si lavora sul legno duro o si incontra un nodo, per cui serve un minimo di cautela durante l’applicazione.
 
8-9. Semenze da calzolaio, con gambo a sezione quadrata e testa larga: si usano appunto per riparare calzature e presentano spesso un rivestimento superficiale (ramatura o simili) per resistere meglio all’ossidazione. In considerazione della destinazione d’uso le dimensioni del gambo non sono mai eccessive e la lunghezza supera raramente i 15-20 mm.
 
10.Chiodi sottili per lavori di falegnameria e, in particolare, per il fissaggio di listelli fermavetro nei serramenti; alcune versioni sono confezionate in “stecche”per essere inserite in apposite pistole (di solito a funzionamento pneumatico) ed essere “sparate” in posizione; la lunghezza supera raramente i 25-30 mm.
 
11.Cambrette: formate da un gambo appuntito ad entrambe le estremità e ripiegato ad “U”, hanno di solito modeste dimensioni in lunghezza (20-25 mm), anche se non mancano (per usi assai particolari) versioni lunghe 60 mm; si usano per fissare reti metalliche a supporti di legno.