Per un corretto funzionamento della propria stufa a pellet, è necessario in primis conservare il pellet in modo corretto. Non solo: serve anche programmare la manutenzione della stufa, come previsto dalla legge. Se le operazioni di pulizia possono essere eseguite da sé, ed è consigliabile effettuarle secondo le istruzioni del produttore così da preservare l’efficienza della propria fonte di calore, la manutenzione straordinaria della stufa a pellet è obbligatoria per legge.
La manutenzione straordinaria della stufa a pellet deve essere eseguita da un tecnico abilitato, registrato come “addetto agli impianti termici” presso la Camera di Commercio. Di norma si effettua la manutenzione straordinaria alla fine dell’inverno, quando si spegne la stufa in quanto il suo utilizzo non è più necessario. Fondamentale è che l’intervento venga registrato sul libretto d’impianto, obbligatorio anche per le stufe a pellet dal 2014.
Durante una manutenzione straordinaria della stufa a pellet vengono eseguiti interventi quali:
● la pulizia della canna fumaria
● il controllo dei fumi
● la verifica dello stato delle guarnizioni
Ogni componente della stufa deve essere verificato, ed è per questo che l’intervento di un tecnico esperto si rende necessario. Andrà infatti ad eliminare i residui dalle pareti interne della stufa, a verificare che i tubi siano integri e a cambiarli qualora fossero danneggiati, oltre a controllare che la presa d’aria esterna sia libera.

In questo modo non solo si allunga la vita della stufa, ma si preserva la sua efficienza e si mantiene salubre l’ambiente che la stufa a pellet riscalda.
La periodicità della manutenzione è di norma riportata sul libretto d’uso e manutenzione dell’apparecchio. Se così non fosse, si può fare riferimento alla UNI 10683 e alla “Periodicità delle operazioni di manutenzione” qui riportate. Se la propria stufa a pellet ha una potenza inferiore ai 15 KW bisogna programmarla ogni due anni, se ha una potenza tra 15 e 35 KW ogni anno.
Difficilmente qualcuno busserà alla tua porta per verificare che tu abbia eseguito o meno la revisione. Se però dovesse verificarsi un incidente, come un incendio o un corto circuito, il proprietario di una stufa non a norma può incorrere in sanzioni di diverse migliaia di euro.
Senza contare i pericoli di una stufa a pellet che non viene regolarmente manutenuta: la fuliggine è infiammabile e, se prendesse fuoco all’interno della canna fumaria, l’incendio si propagherebbe per tutta la casa. Inoltre, una stufa malfunzionante può liberare monossido di carbonio. Ecco dunque che programmare un controllo annuale non è solo obbligatorio, ma anche essenziale.
Se la manutenzione straordinaria deve essere eseguita da un tecnico esperto, la pulizia ordinaria della stufa a pellet può essere eseguita da sé. Come fare? Innanzitutto, accertati che l’impianto sia spento e a temperatura ambiente.
Per prima cosa occupati del cassetto della cenere (svuotalo e puliscilo bene), dei fori e della grata (è sufficiente un pennello).
Successivamente, passa al vetro: molto comode sono le spugne pulivetro, che consentono di pulire senza graffiare e senza usare acqua.

Infine, se hai in programma di non utilizzare la stufa per un po’, svuota il cassetto del pellet e puliscilo in modo accurato affinché non contenga residui che possano sbriciolarsi o gonfiarsi. Quante volte va pulita la stufa a pellet? La pulizia ordinaria andrebbe eseguita non meno di una volta a settimana.
Oltre ad eseguire tutte le operazioni di manutenzione e pulizia, per preservare il funzionamento di una stufa a pellet è necessario utilizzarla nel modo corretto.
Quando la accendi, imposta la potenza massima e fissa il termostato sui gradi che intendi raggiungere: l’apparecchio spingerà per raggiungere la temperatura, dopodiché dovrà solo mantenerla (e il consumo di pellet diminuirà).
A quel punto, potrai regolare la potenza su un livello medio. Assicurati di non impostare una temperatura eccessivamente elevata: 20-21°C sono sufficienti, per evitare di consumare troppi pellet e di inquinare l’ambiente. Fondamentale, infine, è scegliere un pellet di qualità: seleziona solo pellet con potere calorifico di 4,5-5 kWh/kg, residuo fisso di cenere inferiore all’1%, tasso d’umidità inferiore al 10% e certificazione di qualità.

Ricapitolando, per assicurare la longevità di una stufa a pellet, è necessario: