Durante l’inverno, il prato richiede meno cure rispetto alla stagione calda. Tuttavia, per ritrovarsi in primavera con uno splendido manto erboso, è necessario adottare qualche accortezza.
Cosa succede al prato in inverno? Entra nel cosiddetto “riposo vegetativo”: nei mesi più freddi le temperature rigide e il poco sole riducono al minimo le funzioni fisiologiche dell’erba e la sua fotosintesi. Inoltre, il prato può trovarsi ad affrontare situazioni “insolite” come la brina, il ghiaccio e la neve. Come curare il prato in inverno, dunque? Ecco una breve guida.
La cura del prato in inverno comincia in realtà durante l’autunno. I frequenti tagli effettuati durante l’estate potrebbero aver lasciato tra gli steli uno strato d’erba secca. La conseguenza? Aria e acqua circolano con più difficoltà, e i batteri nemici del prato proliferano. Per evitare che questo succeda, sul finire dell’autunno è necessario rastrellare l’erba con un rastrello.
Se ti stai chiedendo invece quando arieggiare il prato in inverno, sappi che l’arieggiatura (con arieggiatore manuale oppure elettrico) andrebbe fatta a marzo e a settembre, così da migliorare la penetrazione nel terreno dell’aria e dell’acqua.
Un’ulteriore operazione da svolgere in autunno è la rimozione delle foglie secche: periodicamente è necessario eliminarle poiché, per quanto suggestive alla vista, possono portare con sé parassiti dannosi e creare un ambiente favorevole alla proliferazione delle malattie. Per evitare di danneggiare il prato, utilizza un rastrello (con delicatezza) oppure un soffiatore.
Infine, è consigliabile potare le piante che creano zone d’ombra sul prato: in questo modo l’erba potrà beneficiare dell’irraggiamento solare e si eviterà la formazione del muschio, favorito proprio dall’ombra e dall’umidità.

In inverno, la frequenza dei tagli è decisamente inferiore rispetto a quanto la stagione calda richiede. Tuttavia, sebbene ad un ritmo minore, l’erba continua a crescere. Quando tagliare il prato in inverno, quindi? Il consiglio è di tagliarlo ad un’altezza di 3-4 cm tra la fine d’ottobre e l’inizio di novembre, utilizzando un tagliaerba coi giusti accessori.
Nei mesi più freddi, a meno che l’erba non superi gli 8-9 cm, il prato non va tagliato. Se però l’inverno è mite, e le temperature raggiungono i 13-15 gradi, è possibile procedere col taglio. L’importante è non intervenire quando l’erba è bagnata.
Alla fine dell’autunno, quando si taglia il prato, è bene anche occuparsi della sua concimazione. Questa andrebbe effettuata qualche settimana prima che le temperature si abbassino, tra la metà di ottobre e la fine di novembre a seconda del luogo in cui si vive. Il concime ideale è a base di potassio e azoto, a lenta cessione, seguito magari da un biostimolante.
Durante l’inverno il prato non va concimato, per evitare che l’erba cresca troppo e soffra poi sotto al gelo. Allo stesso modo, quando il prato è ricoperto di brina o di neve, è importante non calpestarlo: gli steli, spezzandosi, potrebbero finire vittima di dannosi funghi. A dispetto di ciò che si può credere, peraltro, la neve fa bene al manto erboso: lo protegge e lo rifornisce d’acqua (al contrario, molte piante vanno difese con gli appositi teli protettivi).

Talvolta può succedere che, alla fine dell’inverno, ci si trovi col prato ingiallito. I motivi possono essere diversi:

Per evitare di ritrovarsi con un prato ingiallito è fondamentale parlare di prevenzione: agendo correttamente durante l’autunno, si evita di trovarsi col prato a chiazze all’arrivo della primavera.
Spesso, infatti, i ristagni d’acqua causano problemi al prato perché il terreno non è sufficientemente drenato: aggiungere del terriccio misto a sabbia durante l’autunno rimedia la situazione. Un’altra operazione indispensabile è la concimazione con concimi a base di azoto e di potassio, che irrobustiscono gli steli e li aiutano a preservare il colore.
Infine, soprattutto se il prato è prevalentemente a base di macroterme, si rivela utile la trasemina: ad ottobre si cosparge il prato di semi di Lolium perenne, si bagna in abbondanza, e si verifica se l’erba ha attecchito al terreno provando a strapparne un ciuffo (deve fare resistenza). Il prato otterrà così una maggiore consistenza, e resisterà all’inverno con più vigore.